Quando si tratta di cibi in scadenza è bene prestare molta attenzione alla legge per la sicurezza e ai comportamenti da assumere in merito ai vari alimenti.

Il tema dei cibi in scadenza è uno dei più delicati, tra quelli inerenti alla cucina. Sapere come comportarsi in queste situazioni è importante, specie per la propria salute. Ogni alimento, infatti, è accompagnato da un’etichetta, tra le cui informazioni ci sono quelle relative alla data oltre la quale il prodotto non può essere più consumato. Questo dettaglio, generalmente, deve sempre essere rispettato. In alcune occasioni, possono essere fatte delle eccezioni, come quando si può recuperare o congelare un prodotto. Tuttavia, bisogna essere scrupolosi in queste decisioni e seguire ciò che la legge in merito sancisce.

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Cibi in scadenza
Cibi in scadenza

Come comportarsi con i cibi in scadenza: la legge sugli alimenti Europea

Il consiglio principale da seguire è quello di controllare sempre la data di scadenza di un alimento. Per molti prodotti, quest’informazione deve essere rispettata in modo scrupoloso. Per altri, invece, possono essere fatte delle eccezioni. A sancire ciò è la legislazione dell’Unione Europea che stabilisce i termini da seguire per la sicurezza alimentare. Questa legge prevede la distinzione tra due tipi differenti di etichette, ovvero “da consumarsi preferibilmente entro il” e “da consumarsi entro il”. Nel primo caso, i cibi in scadenza possono essere consumati anche nei giorni seguenti alla scadenza, congelati o recuperati in alcune preparazioni. Nel secondo, invece, la data presente deve essere necessariamente rispettata, perché l’alimento non è più buono e potrebbero comparire dei batteri, al suo interno, nocivi per l’organismo umano.

Un ottimo metodo per il recupero dei cibi in scadenza è il congelamento. Con le basse temperature del freezer, la formazione della componente microbica rallenta. Tuttavia, gli alimenti non possono essere congelati a vita, ma rimanere in questo stato solo per un paio di mesi dopo la scadenza. Lo stesso vale per i cibi freschi, come la carne o la verdura, che però devono essere congelati dopo massimo 1-2 giorni dall’acquisto.

Eccezioni e idee per recuperare gli alimenti scaduti

Due tra tutti sono alimenti che non danno alcun problema. Stiamo parlando dello zucchero e del sale, che non hanno alcuna data di scadenza. A parte questi, tutti gli altri devono essere consumati o usati in una ricetta entro i tempi prestabiliti. La farina, ad esempio, è ottima anche dopo 3-5 mesi dal termine ultimo, indicato sulla confezione. Questo prodotto può essere usato (in questo lasso di tempo) in varie preparazioni, come quella per una crostata di albicocche fresche.

L’olio scaduto non è dannoso per la salute, ma si consiglia di consumarlo entro un anno dal suo imbottigliamento. Può essere utilizzato al massimo fino a 18 mesi dopo la sua produzione e recuperato in ricette come quella per i muffin senza burro. Per lo yogurt ci sono tempi diversi. Se confezionato (e la confezione non risulta “gonfia”) può essere utilizzato fino a 6 giorni dopo la scadenza, ad esempio per una deliziosa ciambella con yogurt.

Stessa storia per il latte, che risulta buono solo nei 3-4 giorni successivi al termine ultimo. In questo tempo, è consigliabile recuperarlo in preparazioni con cottura, come una veloce torta cotta in padella. Anche le uova scadute vanno consumate cotte, mai crude. Queste possono essere utilizzate anche un paio di giorni dopo la scadenza. Impiegatele in preparazioni come una gustosa torta nuvola nera. Il burro, invece, può essere conservato per un altro mese intero, dopo la data indicata. Se conservato correttamente, il suo sapore e la sua consistenza rimangono inalterati e può essere usato in ricette come quella per i biscotti bicolore.

ultimo aggiornamento: 15-07-2021


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